PER UN CONCETTO DI RESTAURO
CNR -25.02.2008
di Nadia Scardeoni
Domanda:
In che cosa consiste il valore dell'opera d'arte?
Il linguaggio dell'arte può essere pensato come una metafora complessa di vocazioni che si addensano
storicamente, nello spazio e nel tempo, per confluire in un "unicum" che e' il "corpo singolare e irripetibile"
della lingua di ciascun artista.
E gli artisti - coloro che sanno dare forma alle proprie vocazioni - sono medium di aspetti più o meno complessi della realtà che essi hanno la necessità, l'urgenza, di comunicare.
Da che cosa e' data questa "urgenza"? L''urgenza del comunicare e' sempre una risposta a qualcosa;
l'urgenza del comunicare producendo "cose "- e quindi nel dare forma alla propria visione della realtà,
sia essa interiore che esteriore - nasce spesso da una necessità personale di autoidentificazione, o di definizione di sé, in termini immateriali e materiali.
Altre volte , l'urgenza del comunicare e' una urgenza di "splendore di verità" oggettiva.
Gli oggetti dell'arte partecipano allora - a seconda delle intenzioni dell'artista - alla formazione, alla edificazione dei due templi: Il tempio dell' IMMATERIALE e il tempio della MATERIA.Ma né le leggi dello Spirito né le leggi del Mercato possono definire l'essenza profonda dell' opera artistica.. Come un sole irraggiante , sfugge per la sua complessità vocazionale alla banalità delle categorie formali.
da ITER
(http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/iter.htm)
Il valore dell'opera d'arte
Il valore dell'opera d'arte, non è dettato, oltre ogni tenace e pervicace apparenza, dal suo mercato che la equipara alla merce comune.Il valore dell'opera d'arte consiste più propriamente nella capacità di fruizione - spesso non del tutto immediata ma sicuramente più cogente rispetto ad altre esperienze - avvertita come gratificazione e consapevolezza di crescita interiore, riconducibile sostanzialmente a due fattori:
la conoscenza di sé e il riconoscimento di sé .
La conoscenza di sé come frutto di una relazione che consente più o meno gratuitamente di dare voce all'autocoscienza e all'autoaffermazione di se stessi.
Il riconoscimento di sé come atto di gratificazione dello spirito o della psiche, che attraverso la relazione e la mediazione dell'altro, consente una conferma della nostra identità e che, al di là dei contenuti esperiti, risulta tanto piacevole da apparire appagante quasi che i rivoli misteriosi delle vocazioni più profonde, possano - destati- confluire liberamente in un alveo comune.
Un appagamento che si delizia della certezza confortante di non essere più da soli: un desiderio appagato di "universalità o circolarità del sentire, una risposta intensa alla domanda presente nell'essere umano che potrebbe essere definita una categoria dello spirito alla quale si può rispondere in vari modi...
Nell'arco aperto delle risposte possibili - che si erge dall'oggetto-feticcio fino al dono sublime dell'artista - il valore dell'opera d'arte è conteso, dentro i fatti e i misfatti dell'esperienza, secondo le antinomie classiche che qualificano la nostra capacità di offerta e fruizione, che possiamo così riassumere: avvaloriamo il dono immateriale della relazione o l'oggetto della seduzione? Le risposte si collocano dunque nei due versanti della pratica dell'arte e dell'artificio, ove l'autore – il vero deus ex machina - traghetta la sua più intima intenzione e passione: l'onestà intellettuale o l'affabulazione mercenaria?
Verona, 9 febbraio 2008
PER UN CONCETTO DI RESTAURO
Il restauro rappresenta il momento decisivo in cui la coscienza di ciascuno di noi riconosce un prodotto dell'attività umana quale opera d'arte, degna quindi di essere tramandata nel futuro.
Il riconoscimento dell’opera d’arte
«Il restauro costituisce il momento metodologico del riconoscimento dell'opera d'arte, nella sua consistenza fisica e nella sua duplice polarità estetica e storica, in vista della sua trasmissione al futuro» Cesare Brandi, Teoria del restauro
Ciascuno di noi è erede, se vuole, di un inestimabile patrimonio.Questa eredità non é del tutto evidente ma dipende dalla nostra volontà di conoscere, capire, amare ciò che gli uomini, che hanno vissuto prima di noi, hanno pensato, ideato, formato e costruito anche per noi.Ogni popolo, infatti, ha prodotto e depositato nel tempo il proprio "patrimonio" composto da tutto ciò che gli è servito per vivere, per vivere bene, per vivere meglio.Dagli oggetti più semplici, necessari alla sopravvivenza, fino alle opere più complesse realizzate per il proprio benessere materiale e spirituale, frutto di intelligenza e creatività stupefacenti.
In tutti questi oggetti c'é una porzione di storia umana, della nostra storia: ognuno di essi ha tessuto un frammento di civiltà per ciascuno di noi.Il loro valore si può misurare in tanti modi diversi, ma il più autentico è quello assegnato da noi stessi con la nostra gratitudine verso chi ci ha preceduto.
La Carta del restauro I972, negli articoli I e II, ci aiuta a definire la composizione del nostro patrimonio artistico enumerando i beni soggetti a tutela:"opere d'arte di ogni epoca, dai monumenti architettonici alle opere di scultura e pittura, anche in frammenti, dal reperto paleolitico alle espressioni figurative delle culture popolari e dell'arte contemporanea ai complessi di edifici di interesse monumentale, storico o ambientale, particolarmente i centri storici, le collezioni artistiche e gli arredamenti conservati nella loro disposizione tradizionale, i giardini e i parchi di particolare importanza".
Da questa enumerazione si evidenza che appartengono al patrimonio artistico "documenti" che rivestono, insieme o separatamente, un interesse archeologico, etnografico e artistico, porzioni sopravvissute di un mondo scomparso da indagare e capire, attraverso i suoi manufatti, i suoi monumenti, la sua arte.
La nostra storia ci consente di capire l'eccezionalità del nostro patrimonio artistico attraverso i numerosi passaggi e stratificazioni di civiltà che si sono susseguite, dalla preistoria fino ad oggi, e che hanno contribuito alla formazione di un ricchissimo patrimonio storico-artistico per il quale l'Italia e stata definita il museo dei musei.
L' altissima frequenza turistica nelle nostre città, nei musei rivela quale grande interesse le opere d'arte, i luoghi, le bellezze naturali sappiano suscitare alla mente e al cuore degli uomini.
Se da un lato tutto ciò è motivo d'orgoglio, dall'altro accentua la nostra responsabilità nei confronti della tutela del nostro patrimonio.
Responsabilità che non risiede solamente nelle norme della tutela che ognuno di noi è tenuto ad osservare, ma più sostanzialmente nella consapevolezza del valore che ciascun bene racchiude.
Detto semplicemente tutelare significa conservare, custodire, proteggere.
Si attua con due tipi di intervento:
un intervento di salvaguardia, a carattere preventivo, che tende ad assicurare una sede ottimale alle opere e a prevedere e a rimuovere ogni causa di danni eventuali.
un intervento di restauro cioè di ripristino, di "riparazione" quando i danni sull'opera si siano già prodotti.
La materia dell'opera d'arte.
E' necessario ricordare che qualsiasi opera d'arte, qualsiasi manufatto ha una consistenza fisica che è data dal materiale che fa da "supporto": ciò che rivela l'immagine.
A seconda del tipo di opera questo supporto materico varia di composizione e di complessità.
Nella scultura il supporto è comunemente di un'unica materia: pietra, marmo, legno, bronzo ecc. percepibile con chiarezza. questi materiali contribuiscono inoltre alla formazione dell'immagine con il loro colore, la loro luce e la superficie.
I tessuti, la carta, l'avorio si alterano se sono esposti ad una luce eccessiva.
Il legno può essere aggredito dai tarli o dalle termiti in particolari condizioni ambientali.
Quando si generano squilibri termici e con eccessivi apporti di umidità relativa si sviluppano microrganismi quali muffe, batteri, licheni.
La pietra, il marmo, gli intonaci esposti all'aria aperta sono soggetti all'azione dell'aria inquinata, delle piogge acide, dei movimenti meccanici provocati dal traffico automobilistico ecc.
Solo avendo consapevolezza e ben conoscendo la natura del pericolo che incombe è possibile intervenire preventivamente e rimuovere ogni possibile causa di danno alle opere esposte agli agenti che le deteriorano.
E se é vero che molti di questi interventi sono affidati agli Istituti competenti, é altrettanto inequivocabile che molti altri sono affidati a noi stessi, alla nostra sensibilità, al nostro
"grado di civiltà".
Il restauro si rende necessario ogniqualvolta si siano prodotti dei danneggiamenti all'opera d'arte.
Abbiamo già considerato come la materia dell'opera sia fragile e soggetta a vari tipi di deterioramento.
Il lavoro del restauratore consiste nell'esaminare in profondità la natura del "danno" servendosi dei mezzi di indagine più consoni alla materia dell'opera e approntare una "terapia appropriata "
L'alto grado di specializzazione che ci consente di intervenire sulla grande varietà dei materiali e delle tecniche usate dagli artisti di ogni epoca, presuppone oltre che una solida preparazione scientifica, una vasta conoscenza storica degli oggetti in esame.
Il restauratore ha il compito di "medicare" i supporti e ripristinare le superfici per riportare l'opera ad uno stato, il più possibile, vicino a quello originario.
L'intervento di restauro non deve essere in ogni caso considerato risolutivo o conclusivo; va da sé che anche dopo il restauro l'opera cade sotto la stretta sorveglianza della tutela.
Esiste una gradualità negli interventi di restauro che è dettata galla gravità dei danni da riparare; su una tela ad esempio può essere necessaria:
una semplice pulitura delle superfici, un consolidamento della materia pittorica, un consolidamento della tela, una sostituzione del telaio di legno che sostiene la tela, una integrazione di lacune nella materia pittorica, vale a dire nell'immagine rappresentata.
Per quanto concerne la pulitura delle superfici, è bene rilevare l'estrema importanza e delicatezza di questa fase di intervento.
E' un'operazione irreversibile che carica di un’enorme responsabilità l'operatore che ha il compito preciso di non alterare o asportare la benché minima parte dell'opera.
E' bene procedere cautamente facendo piccole prove dì pulizia a tasselli fino ad ottenere il risultato più soddisfacente.
Questo tipo dì restauro tende inevitabilmente a falsificare l'autenticità dell'opera d'arte, in una misura più o meno grave a seconda dell'entità della perdita della materia autentica creando equivoci sulla sua "verità storica".
Oggi a tutto questo si oppone la CARTA DEL RESTAURO I972 che nei suoi I2 articoli fissa le norme della tutela dei beni artistici e negli allegati a b c d dà istruzioni dettagliate per la salvaguardia e il restauro.
Sintesi:
Art.I - Art.II
enumerazione dei beni soggetti a salvaguardia e restauro (sono citati integralmente nella definizione di patrimonio artistico)
Art-III: Fanno parte dei beni anche i resti antichi provenienti da scavi e ricerche subacquee
Art-IV :definizioni di SALVAGUARDIA e di RESTAURO
SALVAGUARDIA: provvedimento conservativo che non implichi l'intervento diretto sull'opera
RESTAURO: intervento diretto a mantenere in efficienza a facilitare la lettura e a trasmettere integralmente al futuro le opre e gli oggetti definiti negli art. I- II- III
Art. V Le SOPRINTENDENZE e gli ISTITUTI responsabili di compilare un programma annuale dei lavori di restauro e di salvaguardia. nonchè di ricerche nel sottosuolo e sott'acqua per conto dello Stato, per Enti o persone.
Art. VI: In relazione alla salvaguardia e restauro secondo l'art.VI si proibiscono :
-completamenti in stile o analogici
-rimozioni o demolizioni che cancellino il passaggio dell'opera attraverso il tempo
-rimozioni, ricostruzioni o ricollocamenti in luoghi diversi da quelli originari
-alterazione delle condizioni ambientali in cui é pervenuta l'opera d'arte
-alterazione o rimozione delle patine
Art.VII: Sono ammesse le seguenti operazioni o reintegrazioni:
-aggiunte di parti accessorie in funzione statica o reintegrazioni di piccole parti storicamente accertate
-puliture che devono rispettare le patine e le vernici antiche ( per i dipinti e le sculture policrome) ; per le altre opere non si deve arrivare alla nuda superficie della materia.
-ricomposizione di opere in frammenti, o lacunose con tecniche defferenziabili a occhio nudo
-rinforzare le strutture a scopo statico e conservativo
-nuovi ambientamenti dell'opera quando il precedente sia distrutto o per esigenze di conservazione
Art.VIII:
Ogni intervento di restauro e di salvaguardia deve essere fatto con modalità e tecniche tali da poterne attuare altri in futuro. Deve essere studiato, motivato e documentato e accompagnato da una relazione finale e attenersi ai risultati delle analisi e ai campioni dello stato di partenza
Art. IX:
I provvedimenti che preservano dalle azioni inquinanti, la materia dell'opera.
Variazioni atmosferiche, termiche, idrometriche non devono alterare l'aspetto della materia e il colore delle superfici.
Art.XI:
I metodi specifici da adottarsi per il restauro dei monumenti architettonici, pittorici , scultorei e per i centri storici e infine per gli scavi sono specificati negli allegati a b c d dettagliatamente.
Art.XII definisce le competenze tecniche.
Queste norme sono per gli addetti ai lavori:restauratori, ispettori delle Soprintendenze , storici dell’arte ecc., ma conoscerle è indispensabile per capire compiutamente quale siano i problemi connaturati al "rispetto" del nostro patrimonio artistico.
Una sintesi del concetto di restauro ci viene offerta dallo storico dell'arte C. Brandi là dove afferma che “ il restauro deve mirare al ristabilimento dell'unità potenziale dell'opera d'arte, purché ciò sia possibile senza commettere un falso artistico o un falso storico, e senza cancellare ogni traccia del passaggio dell'opera d'arte nel tempo."
Verona 1988
per A. Mondatori
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Restauro: l'arte al servizio dell'arte
......Nessun momento del restauro di un’opera d’arte è infatti così delicato e di intensa collaborazione
delle abilità tutte del conservatore quale la rimozione degli agenti materici che ne hanno offuscato il primitivo splendore.
Tutta la sensibilità artistica del conservatore, la conoscenza storica del documento,
tutta la sua creatività viene concentrata in questo "dialogo" profondo con l’AUTORE,
tesa al suo rispetto, nella sua irripetibile azione di servizio all’arte.
Le doti del restauratore allora non possono essere che quelle della pazienza, dell’umiltà, dello spirito di servizio.
Consapevoli del grande patrimonio artistico di cui i nostri predecessori ci hanno fatto eredi,
occorre sviluppare le scuole della conservazione e della tutela affinché la storia
dei popoli non vada smarrita dentro i demenziali miraggi dell’epoca contemporanea.
Occorre restituire all’arte, in tutte le sue forme, e il restauro è l’arte sublime per eccellenza, il suo primato:
la disciplina che addolcisce il cuore
.
(http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/restauro.html)
Oltre il visibile
Quando muore l'intenzione profonda di un artista... muore la sua anima.
Ciò che resta, per i creduloni, è la spoglia mortale" (n.s.)
VERSO L'AUTORE
L'arte di Antonello da Messina
Un’arte mai sufficientemente apprezzata per la sua invenzione profondamente innovativa.
Antonello cambia , in modo inequivocabile e irrevocabile, il punto di vista dell’autore .
Mentre fra i suoi contemporanei si assiste ad una sequela di ritratti che chiamano l’attenzione
sulle proprie sembianze esteriori, Antonello "inventa" un luogo di incontro fra il fruitore e l’opera
che colloca in un punto assai recondito della persona ritratta, nell’intimo più intimo che si possa
immaginare , aprendo un mondo nuovo: ed è la vita stessa che si delinea attraverso sottili ed
inimitabili tratti di finissimo spessore psicologico, rivelandoci, tramite preziosi equilibri formali
e sostanziali, il mondo dell’ "altro".
da: Piccolo manifesto estemporaneo sull'arte
L'arte onora la verità e non ha altra dimora che ...la trasparenza.
L'arte non si insegna; si può solo insegnare a capire e ad amare il "dono" degli artisti.
L'arte non si impara.l'arte è semplicemente l'affacciarsi dell'anima .negli occhi, nello sguardo, fra le
labbra.
E' un silenzio totale che consente di sentire la musica del creato.
L'arte è molto di più di una ragione di vita .è la vita stessa.
L'arte è veicolo di tutte le virtù anche se l'artista non è persona virtuosa.
L'arte è patrimonio dell'umanità perché l'artista attinge alla memoria collettiva.
L'arte è una religione senza inopportuna austerità, è una filosofia senza pesanti contorcimenti,
è una energia libera da dazi e confini
L'arte è patrimonio peculiare degli innocenti: senza l'innocenza non c'è stupore,
senza stupore non c'è meraviglia,
senza meraviglia non c'è niente di cui essere partecipi.
L'arte si dona e non si vende.
Povero è quel paese che non onora ...compiutamente i suoi artisti.
(http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/pimanif.html)
Nadia Scardeoni per: RESTAURO VIRTUALE
http://restaurovirtuale.splinder.com/

